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venerdì 15 aprile 2011






PALIO REMIERO 2011
Primavera, d'improvviso già quasi estate. A Cavallino Treporti c'è di nuovo Palio nell'aria. Sono le otto di sera, sulle sedie della sala dell'Union, come al cinema, prende posto l'Assemblea, per il nuovo Presidente.

Sul tavolo vestito d'azzurro - proprio di quell'azzurro - in fondo alla sala, sopra la pedana, schierato il nuovo Consiglio. C'è anche il sindaco Claudio Orazio, al centro, con un microfono tutto per lui. Speriamo che non faccia caso al colore.

Rompe il sommesso brusio, Armando Ballarin: ″Cominciamo, cari amici″. La voce ferma, quella delle grandi occasioni, nasconde soddisfazione. Tutto è andato finalmente al suo posto: Aldo Rosso, nuovo Presidente, con passione; Contrade al completo; Giunta cazzuta; nominati tutti i Capi Contrada; finalmente definite le feste, le regate e le manifestazioni. Come sicuro baluardo, rimane immutato anche il vecchio glorioso regolamento del Palio delle Contrade di Cavallino Treporti.

Persino sulle labbra del dottor Baroldi, come sempre imponente e impeccabile nel suo severo abito nero, spunta un sorriso esoterico, sottile, sottile. È contento anche lui, non oso dire che trepidi, ma forse un poco, qualcosa si vede.

Il pensiero torna indietro, a Gennaio. Come una veloce caorlina finito l'abbrivio, non più spinta dalla foga dei remi, inesorabilmente si arresta, così il palio ora sembrava languire, e temiamo si fermi, alla fine, tra incomprensioni e dichiarate impotenze.

Ricordate? L'articolo sul Gazzettino, come un oscuro presagio, con dispiacere ma senza dolore, annunciato il languire del Palio, ineluttabilmente ormai pronto all'oblio. Per noi come un buco nell'anima e in bocca l'amaro sapore della sconfitta.

16 febbraio 2011, scrive Giuseppe Babbo sul Gazzettino: ″Palio Remiero a rischio l'edizione 2011. Le voci giravano da tempo. I motivi della sofferenza sono due
- commenta Armando Ballarin, vicepresidente della Associazione - prima di tutto la carenza di persone all'interno della Associazione, e poi una difficoltà finanziaria. Serve un cambio generazionale e una nuova partecipazione a tutti i livelli″.

Lo stesso appello, nelle parole di Marco Agazia di Ca' Savio, che l'articolo riporta:
″ Serve nuova linfa portata da persone con spirito di abnegazione e intraprendenza, che sappiano far sopravvivere ciò che altri hanno iniziato, abbandonando lo sport più diffuso nel nostro territorio: denigrare sempre e comunque tutto ciò che non ci coinvolge direttamente″

Quella stessa sera riunione della Associazione, non c'è rinuncia nell'aria. Baroldi presenta il bilancio dell'esercizio. Senza paura e falsi pudori si guarda in faccia la realtà e si decide una linea, per la riscossa.

Si individuano le cause dell'apparente declino, l'analisi è lucida, spietata e senza omissioni; ma non ci si autocompiange e non ci sono polemiche. Le remiere e le contrade si stringono attorno al Vecchio Presidente, ormai dimissionario, riprendono forza attorno ai Vice-presidenti Ballarin, e Meneghello.

È già sfida. Si passano in rassegna tutte le disponibilità per le nuove candidature, si delinea un programma. Si rinnova l'impegno, con orgoglio e passione intervengono Piovesan, Scarpa per le remiere; Meneghello e il Sindaco Orazio rilanciano sulle contrade.

Ci si ritrova il 2 di febbraio, il 16, poi il 9 di marzo, poi ancora il 23; finalmente arriviamo al 6 di aprile: il Palio sboccia come un fiore di primavera. Tra vivaci colori, tra i colori della nostra terra, nella presentazione su www. palio remiero.it, c'è tutto.

Nuova dirigenza, nuova giunta, nuovi rappresentanti delle Remiere, nuovi Capi Contrada; Revisori dei conti - ahime! sempre quelli - non mancano i probi viri; per il Palio d'arte c'è Gian Maria Potenza, entusiasta.

C'è il programma al completo, presentazione al 10 di maggio, a Venezia ai magazzini del sale, c'è il calendario delle feste di Contrada. Il 19 di giugno il Corteo e le Regate del Palio.

Mi torna in mente il rimpianto che ho provato, per una cosa bella che giaceva malata e rischiava di finire. Non la vedrai più. Forse anche il ricordo, ancora vivido e caldo, appassirà: dimenticare il verde degli occhi lucenti e le care gote colorate di rosa.

Ripenso al Palio, rivedo l'estate a Lio Piccolo: ″Camminiamo ancora, in silenzio, lungo le sterrate che vanno alle case isolate, tra il verde intenso dei campi e lo scintillio dell'acqua nei canali, tra le barene profumate di salso e di alghe dove, d'estate, all'improvviso, nell'acqua appena increspata dalla brezza di mare, guizzano i pesci e camminano le garzette″














I preparativi per la festa, nelle contrade: ″Ci si trova alla sera dal Capo-Contrada a parlare della prossima festa, si finisce che è notte e si torna a casa eccitati, nel cielo nero, sopra ai campi e alle barene, luccica in silenzio un trionfo di stelle; già si avvicina il solstizio d'estate, il giorno più lungo di tutti.

Tutto è deciso: chi procurerà da mangiare: la pasta e fagioli, i bigoli in salsa, i fagioli bianchi con le cipolle, i folpetti, salame e soppressa, le trippe, gli ossetti, il pesce fritto, la polenta e il pane, e le donne faranno le torte; chi porterà l'acqua, il vino e la birra, le bibite, il caffè; nulla deve mancare: chi sistemerà la cucina, chi preparerà le sedie, i tavoli, gli ombrelloni, il palco e gli addobbi″.

Le feste delle contrade: ″Poi per un mese è festa tra le rive, sulle strade, sulle piazze, addobbate di festoni e ghirlande, con i vessilli della contrada; passando tra luci e colori tutti parlano delle barche, tutti fanno pronostici sui risultati delle regate″.

Il giorno del Palio: ″ Al mattino, il prato della Canottieri Treporti, ancora umido di rugiada, trabocca di persone intente agli ultimi preparativi; i Capi-Contrada lanciando complici occhiate preparano il rinfresco e il pranzo, intanto da ogni angolo della laguna, remando, arrivano sulle barche veloci i partecipanti al grande corteo.

I regatanti con finta pazienza finiscono di lucidare il fondo delle barche, per renderlo più liscio; attorno ci sono i parenti e gli amici dei vogatori e tutti i curiosi: impaziente ognuno guarda e partecipa al variopinto, vociante, fermento.

Verso le cinque, d'improvviso è silenzio, sembra che anche l'ombra del vecchio forte si protenda sull'acqua a vedere la partenza delle caorline; dietro, ancora in distanza, appare, leggera e veloce, la schiera festosa dei bambini, e i kayak dondolando danzano come petali bianchi sul verde dell'acqua.

Per ultimi, nel canale luccicante di oro e di azzurro, ecco i dragonboat, rossi di scaglie come lunghi serpenti, fendono le piccole onde e avanzano maestosi, martellando l'acqua a passo di battaglia.

Via! Un colpo di pistola schiocca rintonando nell'aria e rompe improvviso il silenzio; un fremito variopinto muove la gente assiepata sopra le sponde della darsena. Le nove caorline sfilano, arrancando svelte con le prore bianche di schiuma sul Canale San Felice″.









E adesso mi vengono in mente i versi del poeta, che riprende coraggio, prima di iniziare l'avventura nel suo inferno:

″ Come i fioretti dal notturno gelo / chinati e chiusi poi ch'el sol li imbianca / si rizzan tutti aperti in loro stelo / tal mi fec'io di mia virtute stanca / e tanto buono ardir al cor mi corse / ch'io cominciai come persona franca″.

Sì avete capito bene: ogni tanto vado fuori testa, è che sono fatto così e ormai non cambierò più.

″E questo no xe gnente, vedarè. Vedarè el prossimo anno″


Renato Bullo

1 commento:

Anonimo ha detto...

Imagine there’s no heaven.
It’s easy if you try.
No hell below us
above us only sky.
Imagine all the people
living for today.

Imagine there’s no country
It isn’t hard to do.
Nothing to kill or die for
and no religion too.
Imagine all the people
living life in peace.

You may say I’m a dreamer.
But I’m not the only one.
I hope some day you’ll join us
and the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can.
No need for greed or hunger
a brotherhood of man.
Imagine all the people
sharing all the world.

You may say I’m a dreamer.
But I’m not the only one.
I hope some day you’ll join us
and the world will be as one.

Immagina, immagina che non ci sia il paradiso,
è facile se ci provi.
Sotto di noi non c'è più inferno,
e sopra di noi splende, semplicemente, il cielo.
Immagina, allora, tutta la gente che vive con quello che c'è.

Immagina, immagina che non ci siano nazioni,
non è difficile:
Fai sparire anche la superstizione:
adesso non c'è più alcun pretesto per uccidere o per morire.
Immagina, allora, tutta la gente che vive in pace.

Potete dire che sono solamente un sognatore,
siamo in molti, però.
Spero che, un giorno, tu venga con noi,
e che, finalmente, il mondo sia unito.

Immagina, immagina che non esista la proprietà,
se ci pensi è meraviglioso.
Non c'è più avidità, non c'è più fame:
solo fratellanza tra gli uomini.
Immagina, allora, tutto il mondo per tutti.