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mercoledì 24 aprile 2013


Il   boccolo. 

Ed   ecco che un angelo, presa la forma di un potente leone alato, vola nella tempesta del mare e saluta Marco:

"Pax tibi, Marce, evangelista meus. Hic requiscet corpus tuum"
"Pace a te, Marco, evangelista mio. Qui riposerà il tuo corpo.”

Ancora oggi queste parole si leggono scolpite nel libro aperto che mostra il nostro leone, e ancora oggi queste parole riempiono di antico orgoglio i cuori degli uomini della nostra laguna.

Così, fin dai lontani tempi della Serenissima, il 25 Aprile è festa, a Venezia; è la festa di San Marco: “Ea festa del nostro leon!”; e in questo giorno i veneziani regalano alle loro donne un rosso bocciolo di rosa.

E il cuore di Maria, la figlia del Doge, si perdeva negli occhi azzurri di Tancredi, e Tancredi le accarezzava i capelli, e la sua voce intonava per lei soavi canzoni. 

E per la sua Maria Tancredi partì per la Spagna, a combattere i mori, in cerca di gloria; e il sangue di Tancredi, ferito a morte, colorò di rosso un tenero bocciolo di rosa.

Vai amico mio, torna da lei, ti prego porta questo fiore a Maria: è rosso, è dolce, come le sue labbra; dille che muoio felice pensando ai suoi baci”.

E l'amico portò il fiore a Maria, e quel giorno Maria morì d'amore, stringendo quel fiore sul petto.

Così narra l'antica leggenda, e così noi, come se fosse il nostro boccolo, regaliamo questo racconto a tutte le donne della nostra remiera.

mirco

1 commento:

mirco ha detto...

e sto povaro picenìn, gnanca un comentìn!