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lunedì 15 aprile 2013

REGATA "DEE SOCIETA' DE TERA"



Regata delle società de Tera 14 aprile 2013



"Mirco"

Il mondo è fatto di colori. Vive di colori. Con i suoi colori parla con sé e per gli occhi al nostro cuore. E in questa serena giornata di aprile, il San Felice, accarezzato dal leggero soffio del “borin”, parla con il sole, già caldo, già dimentico della fredda primavera che finalmente ci lasciamo dietro alle spalle. L'acqua parla ormai di estate e canta nel vento e brilla di mille riflessi d'argento.


E i colori che vedi questa mattina sul prato della remiera, sono i colori magici dei posti che amiamo: il verde dell'erba e delle alghe che luccicano sul bordo della spiaggia scoperta dalla bassa marea; il celeste del cielo e delle piccole onde che increspano l'acqua del canale, tra noi e Sant'Erasmo.


Ma ci sono anche altri colori. Il cuore li sente, sono nell'aria come un dolce profumo, come una luce negli occhi della gente, quando vedi persone che si salutano e mani che si stringono. Questi colori parlano di sport, di passione, di amicizia, di fratellanza.


Sono anche i colori delle nostre caorline che braccia festose tirano fuori dai ricoveri e mettono in acqua, già impazienti di forcole e remi; sono i colori degli sguardi di sfida che gli equipaggi si lanciano mentre escono dalla canaletta e volano battendo i remi eleganti, nell'aria e nell'acqua, come le ali di un fantastico volo.


Sono i colori sgargianti delle divise delle remiere e delle persone che aspettano per vedere la regata; sono i colori degli occhi delle nostre donne. Quel verde impossibile negli occhi fieri di Lorella, quel colore dolce di mamma negli occhi di Annalisa, il colore degli occhi buoni di Barbara e quello mite nello sguardo della nostra amica Fiorella.


E mi scuseranno le gentili signore di cui non parlo perché, purtroppo, non le conosco; e mi scuseranno anche quelle di cui ho parlato qui sopra: in fin dei conti noi uomini di laguna siamo pur sempre i discendenti di quel Casanova e non possiamo certo resistere e non far complimenti alle donne belle, se appena ci capita l'occasione.


Sono 9 nove le Società che partecipano: Voga Concordiese, Voga Oriago, Gradovoga, Voga Jesolo, Voga Meolo, Voga Caorle, Remiera Cavallino, Amici di Ca' Pasquali, Canottieri Treporti.


A tutte le Remiere, a tutti i vogatori e a tutto il pubblico vada il nostro sincero ringraziamento per l'appassionata partecipazione; un abbraccio particolare, a nome di tutti e mio, ad Alberto Tagliapietra di Meolo e a Marco Lazzarini di Canottieri, per la organizzazione, a Bepi, il nostro mitico Presidente, sempre sulla breccia, al nostro assessore, per il suo calore umano e per la solidale presenza, a Cristiano Peroni e al suo cuoco, per le deliziose pennette al sugo di pesce, al nostro Gigio per il prezioso ed instancabile aiuto di cantiere. Una giornata bellissima, una giornata di festa tra noi, piena di primavera, piena di gioia e di amicizia.


Hanno vogato 8 barche composte da equipaggi misti assemblati con la sapiente formula del “compenso” per tener conto della età e della esperienza dei regatanti, gestita, con spietata imparzialità, dal buon Rudy Gregolin, “el gaeto”. Ringraziamo anche lui, con affetto.

 “Se vado chi resta e se resto chi va”. Così alla fine voga Rudolfo, che non doveva vogare, perché aveva da portare la barca dei giudici; e Bepi, che non doveva far nulla, ma che non vedeva l'ora di fare qualcosa, perché proprio non è capace di stare mai fermo, si sacrifica, generosamente, e la barca la porta lui.


Si sacrificano anche il buon giudice di gara, l'ottimo Sandro Fort; l'instancabile, onnipresente e mai abbastanza lodato, Maurizio Orazio, assessore allo sport e, per sfortuna e tormento di voi carissimi amici e lettori, anche Mirco, il sottoscritto, cui capita l'onore di fare il racconto della regata.


E adesso ecco, per voi e per la storia, i favolosi equipaggi con i relativi numeri d'acqua.


1 Canarin: Pagliarin Lorenzo; Costantini Umberto, Rizzi Marco; Zamuner Andrea; Zanella Marco; Adamo Antonio;
2 Rosso: Vianello Beniamino; Scala Mirco; Costantini Francesco; Frate Elia; Peroni Sara; Longo Matteo;
3 Rosa: Dei Rossi Gianni; Lazzarini Enio; Angiolin Alessio; Vianello Sciaron; Trevisan Damiano; Lazzarini Francesco,
4 Viola: Pagliarin Paolo; Nardin Massimiliano; Chiarato Daniele; Scomparin Lorella; Berton Sisto; Gozzo Willy;
5 Bianco: Zanella Gianni; Piva Elena; Tagliapietra Elena; Nogarotto Laura; Vianello Mirco; Vianello Roberto; Santin Alessio;
6 Marron: Angiolin Davide; Seno Marco, Costantini Fiorella; Ceolin Fabio; Gregolin Rudy; Ravagnin Antonio;
7 Verde: Vitturi Marco; Peroni Cristiano; Vianello Antony; Gregori Nastascia; Busetto Giusy; Gallo Marco,
8 Celeste: Angiolin Fedele; Davide Gusso; Vendraminetto Michael; Bonaldo Luigina; Colla Vincenzo; Tagliapietra Bruno.


 
Alle dieci le caorline sono tutte in acqua, al centro del canale, che “bagolano” nella corrente “servente” dell'acqua che cresce. Chi sistema ancora una volta le forcole, chi prova scatti improvvisi e si allunga sui remi, elastico ed elegante, chi in omaggio ad una antica e gloriosa tradizione brontola: “Se parte o no; femo note o voemo far 'na regata?”.


L'acqua ha appena cominciato a salire, la corrente è a favore e i numeri d'acqua non danno grossi vantaggi a nessuno dei contendenti. Fort chiama l'allineamento: i soliti, “dai rosso!”, “bianco ti vol spetar?”, e non fa neanche in  tempo a dire “via”, che già il Canarin parte a razzo facendo acqua bianca coi remi. Per disperazione è questo il via ufficiale della regata. Guardo l'orologio: sono le 10.25.


Per un breve tempo le barche appaiate si tengono testa, poi il gruppo un poco alla volta si sgrana e seguono, con il Giallo ancora davanti sfruttando il leggero vantaggio sull'abbrivio iniziale, il Bianco, il Rosso e il Viola, il Marron, Il Verde e, buon ultimo, il Celeste.


Adesso le caorline si dividono, il Marron e il Verde sono poco dopo il centro del canale, spostati verso Sant'Erasmo, e cominciano a prendere vantaggio sugli altri; al centro, Rosa e Bianco, Giallo e Rosso si mettono in due file, uno dietro all'altro; fanno lo stesso, spostati verso la sponda di Treporti, il Viola e il Celeste.


Il Viola, nonostante i richiami del giudice di gara, si butta improvvisamente a stagando e si forma un groviglio di barche e di remi, praticamente al centro del canale. Il Marron acquista ancora vantaggio ed è già decisamente in testa seguito a poca distanza dal Verde.


Al giro di boa, che si trova all'altezza del Pordelio, l'ordine delle caorline è: Marron, Verde, Celeste, Viola, Canarin, Rosso, Rosa e Bianco. Passata la boa la corrente è a contraria e tutte le barche si avvicinano al muro rosso che delimita la riva del San Felice. Il Marron e il Verde fanno ormai gara a sé, con un distacco di cinque barche, seguiti, in ordine, dal centro verso sinistra, dal Giallo, dal Bianco, dal Rosa, dal Rosso, dal Viola e dal Celeste.


E qui si verifica un altro fattaccio: il Viola è sordo a tutti i richiami del giudice e c'è un nuovo abbordo che coinvolge il Celeste, il Rosso, il Bianco e il Rosa; solo il Giallo, che si butta a stagando a tutta forza, riesce a passare di un soffio.


Il Viola viene squalificato e, con la coda dell'occhio, vedo due seppie e un branzino che vengono subito a galla, tramortiti dal veleno che c'è in una goccia di sudore caduta in acqua dalla fronte di Paolo, il poppiere del Viola.


Quando il Marron, seguito dal Verde, entra da vincitore nella canaletta della Canottieri, mi giro verso Treporti, ma il Viola non si vede più. Sono passate le 11 e il Rosa, che si era messo quasi in secca, riuscendo astutamente a rimontare tre posizioni, arriva terzo, seguito dal Rosso, Dal  Giallo, dal Celeste e dal Bianco.



In conclusione questo è l'ordine di arrivo ufficiale:


1 Marron 
2 Verde
3 Rosa
4 Rosso
5 Giallo
6 Celeste
7 Bianco


Viola squalificato


Un poco alla volta le caorline entrano in canaletta, poi le tiriamo su e, tolte le forcole, le mettiamo a dormire. A Maurizio e a me il gradito compito di consegnare le bandiere. Poi sono solo ciacoe, schersi, ridae, vin bianco de Cristiano Peroni e soprattutto pastasuta col sugo de pese: folpi, folpetti, peoci, polpa de bransin, fasolari, bevarase, cape sante, concoli, cape tonde, gambari e gambareti. Di tutto e ancora di più.


Arriva mezzogiorno, incominciano baci, abbracci e saluti, e la compagnia purtroppo si scioglie un poco alla volta: se ne va il buon assessore, se ne va Bepi e così me ne vado anch'io. Il sole brilla alto nel cielo terso, e scalda.


Su qualche volto già appare quel rossore che preannuncia l'agognata abbronzatura dell'estate, e io penso tra me: “Era ora, era ora; adesso sono sicuro, non si torna più indietro". La laguna mi sorride piena di promesse. Finalmente l'inverno è finito!


Ca' Savio, 15 aprile 2013
mirco













7 commenti:

Marco ha detto...

Grazie Mirco per l'aiuto di domenica mattina e grazie per aver scritto questo splendido post che rimarrà, con le foto, a ricordo della manifestazione.

lorella ha detto...

GRAZIE MIRCO !!

Rudy ha detto...

grazie Mirco.......................................................................................................................................per il caffè offerto da Lauro!!!

Anonimo ha detto...

grandi complimenti a fedele angiolin, 79 se non sbaglio e fino a tre quarti gara saldo a pope e al terzo posto fino all' abbordaggio.
se tutti i "vecchi" fossero cosi.....un grande!

Marco ha detto...

Grande Fedele!!!!

lorella ha detto...

Si grazie per il caffe che ti abbiamo abilmente scroccato.....

Francesco Lazzarini ha detto...

Me lo sono letto stamattina, con imperdonabile ritardo...eppure...che bello! bellissime parole...mi è parso per un attimo di leggere Omero...grande Mirco! e grazie a tutti, per la bellissima giornata in compagnia.