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giovedì 3 ottobre 2013

La strage degli innocenti.

E intanto la gente muore. Bambini, donne, uomini che fuggono via dalla miseria, dalla violenza, dalla ingiustizia. Uccisi dal fanatismo, uccisi dall’egoismo, uccisi dalla indifferenza, dall’odio e dall’interesse di uomini senza fede, senza fratellanza e senza amore. Uccisi nell’abbraccio del nostro mare dalla loro stessa speranza di un mondo migliore.

Maledetti mercanti di morte, maledetti Stati insensibili ed egoisti, maledetti politici di sole parole. Maledetto questo mondo senza ideali e senza amore. Maledetto io, maledetti noi che non gli sputiamo in faccia, ogni giorno e in ogni occasione, a questa gente che ci rende vili e che ci lusinga e ci compra con il miraggio del nostro benessere.

Piangendo il mio animo, anche se non crede, grida con te Francesco: “VERGOGNA! VERGOGNA!”. Facciamo qualcosa. SUBITO!
Facciamo qualcosa SEMPRE!
 
03 ottobre 2013
Mirco



11 commenti:

Caterina Martinis ha detto...

ci hanno fatto di tutto questi mafiosi
adesso ci hanno sporcato di un sangue
che non riusciremo più a lavare

Caterina Martinis ha detto...

ci hanno fatto di tutto questi mafiosi
adesso ci hanno sporcato di un sangue
che non riusciremo più a lavare

Mirco ha detto...

cara Caterina, mentre sono il primo ad essere addolorato ed indignato per questa carneficina, bisogna ammettere che ci troviamo di fronte ad un problema molto grosso, un problema che non si risolve in tempi brevi e meno che mai con le iniziative dei singoli, per quanto dotati di capacità e di buona volontà. Il problema si inquadra nei rapporti della società del benessere con quello che viene chiamato il terzo mondo. Giustamente ci indigniamo per questa strage, ma lasciami dire che di fronte ai 2000 morti ammazzati in Siria con il Sarin, come si ammazzano le mosche con il DDT, il mondo civile, ammesso che sia giusto chiamarlo così,non è riuscito a fare e non ha praticamente fatto nulla. Anzi si può ben dire che qualcuno ha impedito per propri loschi interessi che si facesse qualcosa (leggi il blocco dei paesi filo russi). Ovviamente resta anche da da stabilire se fare un'altra guerra come volevano, Obama e Holland, era il sistema giusto. Certamente è stato decisivo il fatto che l'Onu l'organismo internazionale non avrebbe comunque avvallato la operazione. E allora non possiamo fare nulla? Ci resta solo da sperare che non sia così. Certo nell'immediato, ma è solo per tamponare il problema, va bene coinvolgere l'Unione Europea, per cercare di arginare il fenomeno. Ma per risolvere il problema di fondo è chiaro che bisogna fare ben altre considerazioni. Io ho fatto queste:
"la soluzione della questione dei migranti sta, nell’aiutarli dove sono. Spazzare via i trafficanti di uomini, che operano con la complicità e la connivenza dei governi locali, e forse non solo di quelli; spazzare via i trafficanti di armi, pubblici e privati: che nessuno stato gliele fornisca, se proprio vogliono fare la guerra, finite le scorte la potranno fare solo con arco e frecce!; fare in modo che gli aiuti internazionali, che anche attualmente non affatto trascurabili, non finiscano nelle tasche dei governi corrotti; garantire a questi popoli libertà di espressione, di pensiero e di religione; aiutarli a costruirsi le loro fabbriche, la loro agricoltura, le loro scuole: il loro benessere e con esso la loro civiltà. Tutte queste cose, se non sono certamente facili, forse non sono neanche più difficili e più costose che sostenere le mille e mille guerre scatenate per interesse dai paesi ricchi sia dell’ovest che dell’est, che alla fin fine traggono anche vantaggi da questa situazione. Certo che è difficile, ma almeno proviamo, non noi di persona, qui, come ho già detto, non serve la carità, servono le volontà degli stati e la trasparenza. Allora quando votiamo pretendiamo che i governi si impegnino in queste cose e i politici che non ottengono risultati devono sapere che poi li mandiamo a casa a “spalare merda”, senza pietà e senza formalità. Certo ci vorrà un secolo, ma se non cominciamo mai! Ma forse abbiamo già cominciato, si tratta di non “girare mai la testa dall’altra parte” e di insistere “sempre e comunque”.
mirco

Caterina Martinis ha detto...

sarà che sono una mente semplice ma per questo non facilmente influenzabile parto da una semplice costatazione tutti ci guadagnano su questa mostruosità ed è per questo irrisolvibile.
la soluzione se si vuole è semplice
un traghetto dove nell'attraversata si fanno i documenti schedando le persone chi non è in regola o ha commesso illegalità o arriva con i gommoni ritorna ad alessandria col viaggio di andata
tutta questa operazione non sarebbe in perdita perchè i passeggeri sono paganti il risparmio sui lagher e sulla guardia costiera sarebbe enorme soprattutto l'immagine italiana sarebbe rivalutata e potremo aprire sul nord africa un pagina nuova

mirco ha detto...

Complimenti Caterina,
l'idea non è male: semplice e concreta; anche se, hai voglia!, a realizzarla con questi quattro lazzaroni che ci governano. Ad ogni modo sono d'accordo con te che ci sarebbe un sicuro risparmio rispetto alla situazione attuale. Aggiungerei che queste persone una volta in Europa, gli troverei un alloggio, così non avremo più i centri di accoglienza lager, che ci costano un sacco di soldi e che ci hanno già procurato, se non ricordo male, una condanna per violazione dei diritti umani da parte della Comunità Europea, e li farei anche lavorare "in chiaro", naturalmente al primo sgarro a casa! Sappiamo tutti che adesso lavorano in nero, ad esempio alla raccolta dei pomidoro per conto della mafia, della 'ndrangheta o della camorra. Io li metterei ad aggiustare le strade, a pulire parchi e boschi, a fare manutenzione a vecchie caserme, che poi potrebbero servire loro da alloggio e altre mille cose. In questo modo si pagherebbero, almeno in parte soggiorno e mantenimento. Ho fatto due conti: ammettendo che arrivino in Italia 100.000 migranti all'anno, cioè circa 850 al giorno per 4 mesi, e che mantenerli ci costi 100 € al giorno per migrante, e che siano 20 milioni le persone che pagano le tasse, mantenerli ci costerebbe, o forse ci costa già, più o meno 130 € all'anno per contribuente. Se questa spesa poi fosse divisa tra gli stati europei, la cifra potrebbe ridursi almeno di 5 volte. Qui però mi viene un dubbio angoscioso: premesso che io sono una persona quasi normale, e quel quasi intendilo pure nel senso peggiore della parola, tu vuoi che i geni che siedono nel nostro parlamento o in quelli europei, e i loro mille consulenti strapagati non ci abbiano già pensato a queste cose e magari non abbiano una soluzione anche migliore della tua e della mia. E allora? chiaro che manca la volontà politica di risolvere il problema, e questo perché, sotto, sotto, ci guadagnano tutti. Ad ogni modo l'unica cosa che possiamo fare noi è pretendere, quando andiamo a votare, che lo mettano nei programmi e facciano quello che serve per risolvere il problema: questo e anche di meglio se c'è e se siamo d'accordo noi elettori.

mirco ha detto...

Ho dimenticato di dire un'altra cosa, importante. Naturalmente una operazione come quella sopra serve principalmente, se non solamente, a sistemare quelli che arrivano, e forse potrebbe anche incentivare l'arrivo di ancora più persone. Praticamente "un cane che si mangia la coda". Per risolvere il problema, cioè diminuire il numero di persone che decidono di lasciare il loro paese, credo che bisognerebbe agire alla fonte come ho detto, chiaramente senza pretendere di aver trovato io la soluzione migliore, nel primo commento. Ad ogni modo io penso che molti di quelli che scappano resterebbero volentieri a casa loro se appena avessero la possibilità di una vita decente per sé e per i propri figli.

Lucia ha detto...

Ma cosa centrano queste cose con questo blog?

Mirco ha detto...

Cara Lucia,
se come soci della Canottieri Treporti siamo accomunati dalla passione per la voga alla veneta, per il kayak, per la canoa, per la vela, per le nostre barche, per i nostri posti, per la nostra remiera, per la nostra laguna, per le nostre tradizioni, oltre che sportivi siamo anche uomini e cittadini, consapevoli che proprio lo sport è anche uno stile di vita. Così come ci confrontiamo nelle regate, sentiamo anche la necessità di confrontarci con la vita e con quello che succede nel nostro paese, e non solo, ma anche nel mondo. Sentiamo la necessità di parlare, di esporre e di misurare le nostre idee. E perché non dovremmo farlo anche qui, anzi proprio qui, tra di noi, tra amici, per capirci, per scambiarci emozioni: gioia, dolore, indignazione, entusiasmo. Per sentirci ancora una volta insieme. Detto questo, siamo tutti liberi, e proprio perché sportivi, anche tolleranti. Come tutti anche tu hai diritto di pensarla come vuoi e io rispetto la tua idea e apprezzo che tu abbia avuto voglia di dirla. Vedi che allora a qualcosa è servito parlare qui di questo: ad esempio è servito a me per sapere che tu la pensi così, e a te per farlo sapere a tutti quelli che ci leggono. A me sembra che questo sia una cosa buona. E a te cosa sembra? Un caro saluto. Ciao.

Caterina Martinis ha detto...

che cosa c'entrano queste cose?
ma non è all'ordine del giorno
ma lei chi è?
lei ha studiato?
è laureato?
ma in che università?
lo ha detto la tv
la lista è lunghissima
sei fortunata lucia ad avere soci tolleranti come mirco

Guerino ha detto...

è ora di finirla con questi discorsi politici, tendenziosi e inconcludenti: con tutti i problemi che ha l'agricoltura!








Francesco Lazzarini ha detto...

Mirco...Gridiamo tutti...forte. Ma non basta più...non basta più da un po' ormai.